| Se il concetto è che ci sono sempre le stesse facce nel partito e nei luoghi di potere, lui sa molto bene, lo sanno bene tutti gli iscritti al PD, che esistono, in questo partito, tutti gli strumenti democratici per candidarsi ed essere scelti. Lo sa bene lui, che ha vinto le Primarie a poco più di 30 anni ed è diventato Sindaco di una delle città più importanti d’Italia, lo sanno bene gli altri che queste primarie magari le hanno perse, lo sanno anche quelli che alle primarie non si candidano perché temono di perderle.
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| Lo sa Renzi, che questa è una battaglia demagogica.
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| Il nostro non è un partito che ha lo stesso Presidente o Segretario da decenni, abbiamo fatto le primarie recentemente e c’erano gli spazi per candidarsi. E questo a tutti i livelli, fino al segretario di circolo. Non è un partito con un uomo solo al comando, c’è una grande ricchezza di opinioni e contributi (a volte anche troppi, tanto che a volte, per avere una posizione netta, bisognerebbe ripristinare il vecchio caro centralismo democratico). Un partito che cerca di rimanere in equilibrio tra chi chiede di parlare con una sola voce e avere una linea precisa e decisa, e chi chiede di ascoltare tutte le voci.
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| La mia sensazione è che Renzi stia semplicemente verificando se ha i numeri per candidarsi, utilizzando argomenti facili e di gran moda: | i giovani, internet, gli asili nido, i costi della politica, la modernità, la comunicazione.. alcune proposte deboli, altre già da tempo nel programma del PD, poco cuore, poca, pochissima sinistra. Per questo piace tanto agli elettori di destra, che sono alla ricerca di un leader credibile per il dopo Berlusconi e non sanno come fare a dire ad Alfano che ha il carisma di un comodino. |