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"Per chi segue Travaglio & Co. da tempo, i contenuti del Fatto Quotidiano hanno ben poco di quotidiano. Sono cose più o meno note ai loro lettori, tra libri e blog vari – è uno dei rischi che si corrono quando si rendono fruibili on line i propri testi. Ma, a dirla tutta, anche di fatti non è che ve ne siano molti. Un paio di inchieste giudiziarie e poco altro. Il resto è tutto commento e retroscena politico, appelli e lettere varie. Un giornale quotidiano è tutt’altra cosa. La scelta di arrivare nelle edicole è anche legata alla necessità di arrivare a quante più persone possibile, superando l’ostacolo del “soli ce la cantiamo e soli ce la suoniamo”. Ma un cittadino che guarda quelle prime pagine o ne sfoglia il giornale, come fa a non pensare di essere di fronte alla risposta antiberlusconiana a Libero. Siamo chiari, anche questo è di per sé un valore, ma per quello bastavano i blog. Un quotidiano deve avere notizie, uno sguardo cinico, piatto e asciutto, che sa muoversi sul territorio, non fermandosi a stanze giudiziarie – che, a scanso d’equivoci, mi sembrano decisamente il pezzo forte del giornale – o parlamentari. Questo è uno di quei giornali che fanno parlare di sé più su altri giornali che tra la gente. Non è detto che sia un male, ma sinceramente speravo di trovarmi di fronte alla versione cartacea di Report – o del miglior Santoro."