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"Sono elezioni, queste, che voltano pagina. Per la politica delle liti e delle beghe innanzitutto, perchè quando ci sono candidati di valore – a volte autocandidati di valore – sebbene non rispondano alle logiche e agli equilibri delle segrete stanze ebbene, vedete, vincono. Non bisogna dunque aver paura dei più bravi: non bisogna oscurarli ed eliminarli perchè non facciano ombra ai cavalli di scuderia. Bisogna puntare sicuri su di loro, invece, perchè quando vince uno di loro vincono tutti: Milano dice questo, Napoli dice questo, Cagliari dice questo. E se sono persone perbene - e in genere lo sono altrimenti non vincerebbero, gli elettori ci vedono benissimo – il risultato poi è una vittoria condivisa. Tutti possono gioirne e persino attribuirsela, alla fine."
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"il tema della fine di Berlusconi è così tanto all’ordine del giorno che i suoi giornali sono costretti ad affrontarlo. Giuliano Ferrara ritrova gli stessi toni accorati del 1993 quando tentava invano di rianimare un Bettino Craxi ormai annichilito da Tangentopoli. Con una differenza: che mentre allora esortava Craxi a reagire, adesso invita Berlusconi a calmarsi: “Farsi simile alla caricatura che il nemico fa di te è il peggior errore possibile per un leader politico”. La notizia è davvero grossa: persino Giuliano Ferrara è giunto a riconoscere nell’ultimo Berlusconi il Caimano (“la caricatura che il nemico fa di te”). E se lo dice lui, che lo conosce benissimo, c’è da crederci."
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penso anche che il mantra contro i musulmani i froci e i negri sia all’inizio ridicolo e dopo un po’ pericoloso. Perché immette nel linguaggio e nell’agire comune parole e gesti indecenti. Perchè consente ai violenti e agli idioti di non vergognarsi. Perchè dovrebbero, se è la posizione dei leader politici? Ecco, questo è il danno che tutti i cittadini di buon senso dovrebbero arginare e respingere al mittente.
Ascoltando il linguaggio, le scempiaggini e gli ennesimi insulti del premier in tv, ieri sera, non i comunisti senza cervello ma i moderati con cervello dovrebbero licenziarlo per primi.
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"A Napolitano Silvio B. ha assicurato che risolverà il problema con Bossi entro il 3 maggio, data del previsto voto parlamentare. Come? Con carta di credito, bonifico bancario o con la consueta cambiale?"
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"La trappola è fare in modo che se ne discuta come di un argomento qualsiasi, che diventi tema da talk show, che chiunque pensi che davvero si può prendere la prima parte della Costituzione e cambiarla come dice Ceroni. Sdoganare l’argomento, renderlo familiare agli ascoltatori del Tg1 e della Prova del Cuoco, fare in modo che rapidamente entri tra gli spezzoni di frasi orecchiate e orecchiabili tipo chi sarà il prossimo allenatore della Roma, quanto fa male/bene la dieta a base di proteine, chi sarà lo stilista di Kate alle nozze."
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Odio la guerra, e la ripudio. Odio essere rappresentata da un capo del governo che non conosce il principio di responsabilità, la diretta conseguenza delle sue stesse azioni, e che cambia alleanza in favore del vento. Vorrei che l’Italia fosse un paese dignitoso, vorrei che sapessimo tutti assumere decisioni difficili: dubitando e poi decidendo, limitando al massimo i danni.
Vorrei stare dalla parte di chi ha bisogno con gli strumenti che servono, con senso della misura e del limite, senza offendere e senza ipocrisia, sporcandoci le mani come sempre accade quando si tratta di metterle nel sangue e nel fango dei feriti. Che le mani pulite sono una colpa se qualcuno sta morendo qui accanto.
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"Alla folla che lo fischia [il Presidente del Consiglio] risponde «non lascio il paese in mano ai comunisti». Patetico, oramai. Fuori luogo ovunque tranne che dove può staccare assegni per la claque."
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"Possiamo anche intavolare una seria discussione sul destino del paese e possibilmente parlare di cose come le quote latte, il piano casa quello vero se mai ce ne sarà uno, le misure per contrastare precariato e inoccupazione. Quello che non possiamo consentire è che di tutto questo si discuta mentre l’imputato che è contemporaneamente presidente del Consiglio resta al suo posto rifiutandosi di sottoporsi a giudizio. Mentre si difende dal tribunale anzichè in tribunale. Mentre si arrocca usando la sua posizione di potere per non spiegare ai giudici prima e ai suoi elettori e concittadini poi le ragioni della sua estraneità ai fatti. È molto semplice. Berlusconi si deve dimettere. Deve rispondere delle accuse. Deve dimostrare la sua estraneità ai fatti. Solo a quel punto la vita del paese, anche la vita politica, potrà recuperare una parvenza di normalità."
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"Una maschera di gomma, un Cavaliere inesistente. Bisognerà cominciare a prendere atto del fatto che l’interlocutore non esiste."
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"Ci dovrebbe essere un governo che prende posizione in favore del lavoro e dei diritti (ne abbiamo all’opposto uno che si appiattisce sul diktat di Marchionne), naturalmente un sindacato, ovviamente una sinistra ferma e coesa che si ponesse, unita, il problema della tutela dei lavoratori di oggi e di domani. Chi chiede agli operai di bocciare l’intesa lo fa da casa, dal caldo del suo salotto. Se è una rivoluzione quella che pesa sugli uomini di Mirafiori allora forza, tutti ai cancelli a fare la rivoluzione con loro. Gli inviti e gli appelli scritti al computer, col sigaro che fuma nel posacenere accanto, sono un insulto a quei vecchi che piangono, a quei giovani che scrivono “io come dico a mia moglie che ho perso il lavoro, come pago i libri di scuola ai miei figli, come gli compro da mangiare?”. Cosa fareste voi, ciascuno di voi, se aveste 50 anni, due figli, 1800 euro al mese e nessuna alternativa? Bisognerebbe dire di no, certo, al ricatto."